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Bitcoin rallenta la caduta tra segnali on chain positivi e rischi macro ancora presenti

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Bitcoin rallenta la caduta tra segnali on chain positivi e rischi macro ancora presenti

Dopo mesi di pressione costante e di vendite forzate, il mercato di Bitcoin potrebbe trovarsi vicino a un punto di esaurimento della spinta ribassista. È questa la lettura condivisa da diversi analisti on-chain, secondo cui la fase più intensa della distribuzione da parte degli investitori sarebbe ormai alle spalle. Non si tratta ancora di una vera inversione strutturale, ma di un possibile rallentamento della discesa, con un periodo di assestamento che potrebbe riportare stabilità in un contesto rimasto fragile.

L’analista on-chain Willy Woo ha osservato che la recente svendita ribassista appare in fase di esaurimento, aprendo la strada a una fase di consolidamento laterale. Secondo la sua valutazione, il prezzo potrebbe oscillare per alcune settimane in un intervallo compreso tra i 60.000 e i 70.000 dollari, con la possibilità di un rimbalzo tecnico verso quota 70.000, livello che tuttavia potrebbe agire come resistenza e respingere eventuali tentativi di recupero immediato. Il mercato, dunque, non sarebbe pronto per una ripartenza verticale, ma per una pausa di decompressione.

I segnali provenienti dai dati on-chain sembrano rafforzare questa ipotesi. Le rilevazioni di Glassnode mostrano che durante la recente correzione sono stati accumulati oltre 400.000 BTC nella fascia di prezzo tra 60.000 e 70.000 dollari. L’offerta detenuta in quell’area è salita da circa 997.000 BTC a inizio anno a circa 1,43 milioni di BTC, con un incremento del 43%. Questo dato implica che oltre l’8% dell’offerta circolante non custodita sugli exchange ha ora una base di costo concentrata in questa zona, creando un potenziale supporto tecnico e psicologico.

Parallelamente, Julio Moreno di CryptoQuant ha evidenziato come la metrica dell’Apparent Demand, che misura la capacità dei detentori di lungo periodo di assorbire nuova offerta, sia tornata in territorio positivo per la prima volta dalla fine di novembre. Sebbene il valore rimanga modesto, rappresenta un’inversione rispetto ai livelli fortemente negativi di dicembre, quando la somma a 30 giorni era precipitata a circa meno 154.000 BTC. In termini sostanziali, significa che la pressione di vendita netta si sta riducendo e che alcuni investitori strategici stanno tornando ad accumulare.

Tuttavia, il quadro complessivo resta delicato. La liquidità spot e quella sui futures mostrano segnali di indebolimento, elemento che storicamente ha reso difficile l’avvio di movimenti rialzisti sostenuti. Lo stesso Woo ha sottolineato come raramente il mercato abbia registrato forti rialzi in presenza di entrambe le fonti di liquidità orientate al ribasso. La sua proiezione più prudente colloca la fine del trend discendente addirittura nel quarto trimestre del 2026, con un possibile ritorno di slancio nel 2027. Uno scenario che invita alla cautela e che esclude facili entusiasmi.

In caso di peggioramento delle condizioni macroeconomiche globali, i livelli di supporto strutturale si collocano molto più in basso. Secondo Woo, un’area di riserva potrebbe trovarsi attorno ai 30.000 dollari, mentre i 16.000 rappresenterebbero la soglia estrema oltre la quale verrebbe compromesso il trend rialzista di lungo periodo. Si tratta di livelli teorici, ma utili per comprendere la profondità dei rischi ancora presenti.

Anche altri osservatori condividono un approccio prudente. Matt Hougan di Bitwise ritiene che gli investitori siano prossimi a esaurire le vendite e che il mercato stia costruendo un possibile minimo. Jeff Ko di CoinEx ha invece escluso la probabilità di una ripresa a V dopo un crollo vicino al 50%, prospettando una lunga fase di consolidamento prolungato all’interno di un’ampia fascia strutturale. Una recente analisi pubblicata da Cointelegraph segnala inoltre che l’Accumulation Trend Score è rimasto sotto 0,5 dall’inizio di febbraio, indicando l’assenza di un’accumulazione aggressiva da parte dei grandi detentori.

Il mercato di Bitcoin si trova dunque in una fase di transizione. La pressione di vendita sembra attenuarsi, ma la ripresa appare graduale, incerta e subordinata alla liquidità e al contesto macroeconomico. Più che un nuovo inizio, questa potrebbe essere una tregua: un tempo necessario perché domanda e offerta ritrovino un equilibrio dopo mesi di tensione.

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