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BLOTIX, l’allarme sulla sicurezza degli asset digitali coincide al minuto con l’attacco a Bitget

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BLOTIX, l’allarme sulla sicurezza degli asset digitali coincide al minuto con l’attacco a Bitget

COMUNICATO STAMPA  

BLOTIX, l’intervento sulla sicurezza degli asset digitali coincide al minuto con l’inizio dell’attacco a Bitget

BLOTIX rende nota una circostanza temporale particolarmente significativa emersa a seguito della ricostruzione dell’attacco informatico che il 24 settembre 2026 ha interessato l’infrastruttura custodial dell’exchange Bitget.

Secondo quanto comunicato ufficialmente da Bitget, le prime transazioni non autorizzate sono state rilevate alle 18:31 UTC del 24 settembre 2026, corrispondenti alle 20:31 CEST in Italia.

Nello stesso momento, durante l’evento “BLORION – La prima civiltà blockchain”, Massimo Fustinoni stava affrontando dal palco, intorno alle 20:30 ora italiana, proprio il tema della vulnerabilità delle infrastrutture destinate alla custodia degli asset digitali e del rischio che un accesso illecito possa determinare il trasferimento e la perdita definitiva delle criptovalute detenute all’interno di un exchange.

La coincidenza temporale risulta pertanto estremamente precisa.

Mentre BLOTIX illustrava pubblicamente il problema della sicurezza delle infrastrutture crypto e la necessità di sviluppare sistemi capaci di impedire che una violazione informatica si trasformi automaticamente in una sottrazione di valore, Bitget rilevava le prime transazioni non autorizzate riconducibili all’attacco.

Le successive analisi on-chain hanno inoltre ricostruito movimentazioni illecite proseguite per quasi tre ore, fino alle 21:23 UTC, corrispondenti alle 23:23 CEST.

Ne consegue che, nel momento in cui il tema veniva affrontato durante l’evento BLORION, l’attacco non risultava soltanto appena iniziato, ma era ancora in corso.

BLOTIX precisa che tale coincidenza temporale non implica né suggerisce alcun collegamento causale tra l’intervento pubblico di Massimo Fustinoni e l’attacco subito da Bitget. Essa assume tuttavia particolare rilievo perché documenta, con una sovrapposizione temporale praticamente al minuto, l’attualità concreta dei problemi tecnologici affrontati durante l’evento.

Il caso Bitget ha infatti riportato al centro dell’attenzione internazionale il tema della sicurezza delle infrastrutture destinate alla custodia e alla movimentazione degli asset digitali.

Le informazioni successivamente diffuse hanno portato Bitget a quantificare in circa 387,5 milioni di dollari il valore complessivo degli asset trasferiti verso indirizzi controllati dagli attaccanti, rispetto alla prima stima di circa 351,6 milioni di dollari. La società ha precisato che l’incremento deriva da una contabilizzazione più completa delle transazioni già avvenute e non da ulteriori sottrazioni successive.

BLOTIX ritiene altresì necessario precisare che l’attacco ha riguardato l’infrastruttura custodial dell’exchange Bitget, con particolare riferimento a hot e warm wallet.

Il prodotto separato Bitget Wallet, operante secondo un modello self-custodial, non risulta invece coinvolto nella compromissione.

La distinzione assume particolare importanza perché conferma come il problema della sicurezza degli asset digitali non possa essere limitato alla sola protezione della blockchain o delle chiavi crittografiche, ma debba essere valutato con riferimento all’intera architettura attraverso la quale gli asset vengono custoditi, autorizzati e trasferiti.

È precisamente su questo terreno che BLOTIX sta concentrando una parte della propria attività di ricerca e sviluppo.

Durante l’evento BLORION, Massimo Fustinoni aveva illustrato come il lavoro avviato nel campo della crittografia quantistica abbia condotto il gruppo a interrogarsi sulla vulnerabilità degli attuali sistemi di protezione e sulla necessità di sviluppare infrastrutture nelle quali un eventuale accesso illecito non possa automaticamente tradursi nella possibilità di sottrarre gli asset custoditi.

Su questa impostazione si fonda anche la scelta di BLOTIX di sviluppare una blockchain privata, nella quale il trasferimento degli asset verso l’esterno possa essere subordinato a ulteriori procedure di identificazione, controllo e autorizzazione.

L’obiettivo è separare tecnologicamente due momenti distinti: l’eventuale accesso non autorizzato al sistema e la concreta possibilità di trasferire valore fuori dall’ecosistema.

Anche nell’ipotesi in cui un soggetto riuscisse a superare una prima barriera di sicurezza, la movimentazione degli asset dovrebbe quindi confrontarsi con ulteriori procedure destinate a identificare il soggetto che richiede l’operazione e a verificarne la legittimità.

La sicurezza viene così concepita non soltanto come protezione della chiave crittografica, ma come integrazione tra infrastruttura blockchain, identità digitale, controllo delle movimentazioni e sistemi avanzati di autorizzazione.

Parallelamente, BLOTIX sta sviluppando attività di ricerca nel settore della crittografia quantistica, nella consapevolezza che l’evoluzione della capacità computazionale potrà imporre nei prossimi anni un ripensamento degli attuali modelli di sicurezza.

La cronologia del 24 settembre conferisce oggi a questa riflessione una particolare attualità.

Intorno alle 20:30 CEST Massimo Fustinoni affrontava pubblicamente il problema della vulnerabilità delle infrastrutture crypto. Alle 20:31 CEST Bitget rilevava le prime transazioni non autorizzate. Nelle ore successive l’attacco risultava ancora in corso.

Una coincidenza temporale verificabile che conferma quanto la sicurezza delle infrastrutture digitali non costituisca più un tema esclusivamente teorico, ma una delle questioni centrali sulle quali dovrà essere costruita la futura economia blockchain.

È su questa direttrice che BLOTIX intende proseguire il proprio percorso di ricerca, integrando blockchain privata, identificazione degli utenti, controllo delle movimentazioni e sviluppo di nuove soluzioni crittografiche.


PRESS OFFICE BLOTIX FUND LLC

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