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Revolut testa una stablecoin in sterline e prepara la nuova fase dei pagamenti digitali

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Revolut testa una stablecoin in sterline e prepara la nuova fase dei pagamenti digitali

Revolut prepara un nuovo passo nella trasformazione da app finanziaria globale a banca digitale capace di controllare direttamente anche una parte dei pagamenti basati su blockchain. Il gruppo è stato selezionato dalla Financial Conduct Authority britannica per partecipare alla coorte dedicata alle stablecoin della Regulatory Sandbox, ambiente controllato nel quale alcune imprese possono sperimentare prodotti innovativi prima dell’entrata in vigore del nuovo quadro normativo.

Il progetto riguarda una stablecoin denominata in sterline, progettata per mantenere un valore stabile di una sterlina per ogni token emesso. La moneta digitale dovrebbe essere sostenuta da riserve espresse nella stessa valuta e consentire agli utenti di acquistare, detenere, vendere e trasferire il token attraverso l’app di Revolut e, in prospettiva, anche sulle reti pubbliche dell’ecosistema crypto. Non si tratta ancora di un lancio commerciale, ma di una fase di sperimentazione regolamentata che potrebbe preparare un prodotto destinato al grande pubblico.

L’ingresso nella sandbox assume particolare rilievo perché Revolut dispone di una base clienti enorme e di un’infrastruttura già utilizzata quotidianamente per conti, carte, cambi valutari, investimenti e trasferimenti internazionali. Una stablecoin proprietaria permetterebbe alla società di integrare il regolamento delle operazioni digitali nella propria piattaforma, riducendo la dipendenza da emittenti esterni e creando un collegamento più diretto tra denaro bancario e blockchain.

Il progetto arriva in una fase di forte crescita. Revolut ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 6 miliardi di dollari, in aumento del 46 per cento rispetto all’anno precedente, e con un utile prima delle imposte di 2,3 miliardi. I clienti retail hanno raggiunto quota 68,3 milioni, mentre i saldi complessivi affidati alla piattaforma sono saliti a 67,5 miliardi di dollari. Numeri che mostrano come la società non sia più soltanto una fintech emergente, ma un operatore finanziario internazionale con dimensioni ormai paragonabili a quelle di grandi gruppi bancari.

Un altro passaggio decisivo è arrivato nel marzo 2026, quando Revolut ha ottenuto l’autorizzazione a operare come banca pienamente autorizzata nel Regno Unito, dopo la conclusione della fase di mobilitazione. La licenza consente al gruppo di ampliare i servizi bancari, accettare depositi protetti e sviluppare nuovi prodotti. L’eventuale stablecoin non sarebbe però automaticamente assimilabile a un deposito bancario e dovrebbe rispettare regole specifiche su riserve, rimborso, tutela dei possessori e continuità operativa.

La strategia di Revolut si inserisce in una competizione sempre più intensa. Le stablecoin sono nate soprattutto come strumenti per il trading di criptovalute, ma stanno diventando infrastrutture per pagamenti, trasferimenti internazionali, regolamento commerciale e gestione della liquidità. Per una piattaforma globale, emettere un token ancorato alla sterlina potrebbe significare offrire transazioni più rapide, operatività continua e costi inferiori rispetto ad alcuni circuiti tradizionali, soprattutto nei pagamenti tra Paesi diversi.

Il Regno Unito sta intanto costruendo un sistema di regole dedicato. La FCA sarà responsabile dell’emissione, della custodia e dell’ammissione agli scambi delle stablecoin britanniche, mentre i progetti considerati sistemici saranno sottoposti anche alla vigilanza della Bank of England. Il nuovo impianto punta a garantire riserve di elevata qualità, rimborso al valore nominale, protezione degli asset e adeguata capacità di affrontare crisi di liquidità o problemi operativi.

La partecipazione di Revolut alla sandbox non rappresenta quindi un’autorizzazione definitiva né garantisce che la stablecoin venga lanciata nei tempi ipotizzati. Indica però una direzione strategica chiara. La società vuole occupare un ruolo centrale nella nuova infrastruttura monetaria digitale, trasformando la propria app in un ambiente nel quale valuta tradizionale, depositi bancari e token regolamentati possano convivere. Il successo dipenderà dalla qualità delle riserve, dalla trasparenza del modello e dalla fiducia degli utenti, oltre che dalla capacità dei regolatori di accompagnare l’innovazione senza indebolire la stabilità finanziaria nel nuovo sistema dei pagamenti.

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