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Strategy rilancia la sua visione su Bitcoin ma avverte gli investitori sul rischio di perdite fino al 93%

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Strategy rilancia la sua visione su Bitcoin ma avverte gli investitori sul rischio di perdite fino al 93%

Strategy, la società precedentemente conosciuta come MicroStrategy e diventata uno dei maggiori detentori aziendali di Bitcoin al mondo, ha pubblicato una nuova guida destinata agli investitori che sorprende per il tono molto più prudente rispetto alla comunicazione tradizionalmente associata a Michael Saylor. Il documento continua a presentare Bitcoin come un possibile asset monetario globale, ma dedica ampio spazio ai rischi, alla volatilità, alla custodia e soprattutto alla possibilità di subire perdite estremamente elevate.

Uno dei dati più significativi riguarda i crolli registrati da Bitcoin nel corso della sua storia. La guida ricorda che la criptovaluta ha attraversato più volte correzioni comprese tra il 50% e il 90% e indica nel 93,1% la perdita massima registrata durante uno dei precedenti cicli di mercato. Viene inoltre richiamato un peggior rendimento annuale vicino al meno 84%. Numeri che servono a ricordare come una convinzione positiva sul valore di Bitcoin nel lungo periodo non elimini i rischi legati alle forti oscillazioni nel breve e medio termine.

Il messaggio assume particolare rilevanza perché arriva proprio da Strategy. Al 7 settembre 2026 la società possedeva 845.050 bitcoin, acquistati a un prezzo medio di 75.412 dollari per unità, per un investimento complessivo superiore a 63,7 miliardi di dollari. La società ha quindi costruito gran parte della propria strategia finanziaria sull’accumulazione di BTC, utilizzando negli anni capitale proprio, emissioni di debito e diversi strumenti finanziari.

La guida cerca però di distinguere Bitcoin dai diversi modi attraverso i quali un investitore può ottenere esposizione all’asset. Comprare direttamente BTC significa affrontare questioni relative alla custodia delle chiavi private e alla sicurezza dei wallet. Utilizzare fondi o strumenti negoziati in Borsa introduce invece costi e rischi collegati agli intermediari. Investire nelle azioni di società che possiedono Bitcoin aggiunge ulteriori variabili, perché il valore del titolo dipende anche dalla struttura finanziaria dell’impresa, dal debito, dalla capacità di raccogliere capitale e dalle decisioni del management.

Particolare attenzione viene riservata alla leva finanziaria. Un investitore può avere ragione sulla crescita futura di Bitcoin e perdere comunque una parte considerevole del capitale se utilizza strumenti troppo aggressivi, viene costretto a liquidare durante una fase ribassista oppure assume un’esposizione superiore alla propria capacità di sopportare le perdite. Anche opzioni, prodotti derivati e strutture finanziarie complesse possono amplificare movimenti che sull’asset sottostante sarebbero più gestibili.

La prudenza appare ancora più significativa osservando la storia dello stesso Michael Saylor. Nel marzo del 2000 MicroStrategy dovette rivedere i risultati finanziari precedentemente comunicati e il titolo perse oltre il 60% in una sola seduta. Successivamente la SEC avviò un procedimento che si concluse con un accordo senza ammissione o negazione delle contestazioni. Per Saylor quell’esperienza rappresenta un precedente concreto di quanto rapidamente mercati e valutazioni possano cambiare.

La nuova guida non abbandona comunque la tesi centrale portata avanti da Strategy. Bitcoin viene descritto come un asset globale, trasferibile e caratterizzato da un’offerta massima di 21 milioni di unità. La società ritiene che queste proprietà possano permettergli di assumere nel tempo un ruolo crescente come riserva di valore e base di un più ampio mercato dei capitali digitali.

Il cambiamento riguarda soprattutto il modo in cui questa tesi viene presentata. Dopo anni nei quali la narrativa dominante puntava sulla scarsità e sul potenziale apprezzamento, Strategy mette ora al centro anche la gestione del rischio. Il messaggio rivolto agli investitori diventa quindi più maturo. Credere nelle prospettive di Bitcoin non significa ignorarne la volatilità. Significa costruire un’esposizione capace di sopravvivere anche agli scenari peggiori, perché nel mercato delle criptovalute il rendimento potenziale conta soltanto se l’investitore riesce a restare finanziariamente in piedi durante le fasi più difficili.

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