Vai al contenuto
BlotixNews

878 articoli785.262 letture

Blog

Bitget riapre i prelievi di Ethereum dopo l’attacco e il mercato risponde con afflussi netti nella prima ora

3 min di lettura

Bitget riapre i prelievi di Ethereum dopo l’attacco e il mercato risponde con afflussi netti nella prima ora

Bitget prova a voltare pagina dopo il grave incidente di sicurezza del 24 settembre e lo fa partendo da uno dei servizi più delicati per un exchange di criptovalute, la possibilità per gli utenti di ritirare i propri asset. Il 29 settembre la piattaforma ha riaperto i prelievi di Ethereum, segnando la seconda fase del piano di ripristino avviato il giorno precedente con Bitcoin. Nelle prime ore il dato più osservato dal mercato non è stato però quello delle uscite, bensì quello degli ingressi: nella prima ora sono entrati circa 9.674 ETH mentre ne sono usciti circa 9.023, con un saldo netto positivo di 651 ETH.

Il risultato ha attirato attenzione perché arriva pochi giorni dopo una violazione che ha provocato il trasferimento di circa 387,5 milioni di dollari in asset digitali verso indirizzi controllati dagli aggressori. In situazioni di questo tipo, la riapertura dei prelievi rappresenta normalmente il momento più delicato. Gli utenti tornano infatti ad avere piena libertà di spostare i propri fondi e il volume delle uscite diventa un indicatore immediato della fiducia rimasta nei confronti della piattaforma.

Bitget ha scelto una riattivazione graduale dei servizi. Dopo Bitcoin, tornato disponibile per i prelievi il 28 settembre, Ethereum è stato riaperto il giorno successivo sulle reti Ethereum, BNB Smart Chain, Arbitrum, Base e Optimism. La strategia permette all’exchange di verificare progressivamente la stabilità dell’infrastruttura, evitando di riattivare contemporaneamente tutti i canali dopo un incidente di dimensioni rilevanti.

Secondo la ricostruzione fornita dalla società, gli aggressori avrebbero sfruttato un prodotto di sicurezza di terze parti per ottenere credenziali e falsificare comandi di prelievo. Il caso mostra ancora una volta come il rischio nel settore crypto non dipenda soltanto dalla sicurezza delle blockchain. Anche quando i protocolli decentralizzati funzionano correttamente, le infrastrutture che collegano utenti, wallet, sistemi di autorizzazione e piattaforme centralizzate possono diventare il punto debole dell’intero sistema.

L’exchange sostiene che i saldi dei clienti non siano stati modificati e che il proprio fondo di protezione disponga di oltre 464 milioni di dollari. Questo elemento assume particolare importanza perché la capacità di coprire le perdite è uno dei principali fattori che il mercato considera dopo un attacco informatico. Non basta infatti individuare la vulnerabilità. Un operatore deve dimostrare di poter sostenere economicamente l’incidente, garantire la continuità dei servizi e mantenere disponibili gli asset degli utenti.

Il saldo positivo registrato nelle prime ore su Ethereum non cancella naturalmente la gravità dell’attacco, ma offre un primo segnale interessante. Invece di una corsa generalizzata verso l’uscita, la piattaforma ha visto un volume di depositi leggermente superiore a quello dei prelievi. È un dato ancora troppo limitato per parlare di pieno recupero della fiducia, ma indica che almeno una parte della clientela ha continuato a utilizzare Bitget anche dopo la riapertura.

Il calendario di ripristino prosegue con USDT, previsto il 30 settembre sulle reti Ethereum, BSC, Solana e Tron. Gli altri token, insieme ai servizi in valuta fiat e alle transazioni peer-to-peer, dovrebbero tornare disponibili il 2 ottobre. Nel frattempo Bitget ha dichiarato di aver corretto le vulnerabilità individuate e di stare conducendo ulteriori verifiche tecniche con il supporto di Mandiant e SlowMist.

Per il mercato crypto il caso Bitget diventa così un nuovo banco di prova sulla capacità degli exchange centralizzati di reagire a incidenti estremi. La sicurezza non si misura soltanto nella capacità di evitare un attacco, ma anche nella velocità con cui si riesce a contenere il danno, proteggere i clienti, ripristinare i servizi e ricostruire fiducia. I primi 651 ETH di saldo positivo non rappresentano una conclusione, ma sono un segnale che il mercato osserverà con attenzione nei prossimi giorni.

Condividi questo articolo su:

Continua a leggere