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Kraken punta su Saldo Bank per unire criptovalute e servizi bancari in Europa

3 min di lettura

Il confine tra il mondo delle criptovalute e quello bancario diventa sempre più sottile. Payward, società madre dell’exchange Kraken, ha annunciato il 14 ottobre 2026 un accordo per acquisire Saldo Bank, istituto digitale con sede in Lituania e autorizzazione bancaria europea. L’operazione, destinata a concludersi nel 2027 dopo le necessarie approvazioni, segna un passaggio significativo: un gruppo nato nel settore crypto punta a gestire direttamente anche depositi, prestiti e pagamenti.

L’acquisizione riguarda formalmente Saldo Finance Oy, società finlandese che controlla Saldo Bank. Il prezzo non è stato comunicato. La banca ha ottenuto la licenza nel 2021 e dispone di attività per circa 163 milioni di euro. È già presente in Lituania, Finlandia, Svezia e Germania, con la possibilità di estendere determinati servizi nei Paesi Bassi attraverso il passaporto europeo. Payward non compra dunque soltanto un marchio, ma una struttura bancaria operativa e sottoposta a vigilanza.

La strategia nasce da una richiesta sempre più frequente dei clienti delle piattaforme digitali: poter utilizzare nello stesso ambiente denaro tradizionale, Bitcoin, altre criptovalute e strumenti finanziari. Oggi chi investe in asset digitali deve spesso spostare fondi tra exchange, banche e intermediari diversi. Con la nuova infrastruttura, Payward vuole ridurre questi passaggi e costruire un servizio capace di accompagnare l’utente dalle operazioni di investimento alla gestione quotidiana del denaro.

Tra le possibilità annunciate figurano depositi remunerati, carte di pagamento, bonifici nell’area SEPA e finanziamenti a privati e piccole imprese. Saldo Bank offre già depositi vincolati nei quattro mercati in cui opera, prestiti ai consumatori in Lituania, Finlandia e Svezia e credito alle imprese in Lituania e Finlandia. Dispone inoltre di soluzioni tecnologiche che consentono ad altre società finanziarie di integrare servizi di prestito nelle proprie applicazioni.

L’aspetto più innovativo riguarda il possibile utilizzo degli asset digitali come garanzia per ottenere liquidità. Un cliente potrebbe chiedere un finanziamento senza vendere immediatamente le criptovalute o le azioni tokenizzate che possiede. Ciò permetterebbe di conservare l’esposizione agli investimenti, ma comporterebbe rischi importanti. Se il valore della garanzia diminuisse rapidamente, l’intermediario potrebbe chiedere ulteriori fondi oppure liquidare gli asset, secondo le condizioni contrattuali. Questi prodotti richiederanno regole operative e autorizzazioni adeguate: non sono servizi automaticamente disponibili con la firma dell’accordo.

La scelta della Lituania è significativa anche sul piano normativo. Una licenza bancaria europea consente, entro i limiti previsti, di offrire determinati servizi in altri Stati membri mediante le procedure di passaporto. Non elimina tuttavia gli obblighi di vigilanza, antiriciclaggio, adeguatezza patrimoniale e protezione della clientela. I depositi bancari ammissibili beneficiano delle garanzie previste dalla normativa europea, generalmente fino a 100.000 euro per depositante e per banca. Questa tutela non si estende automaticamente a Bitcoin, token o altri investimenti crypto.

L’operazione rafforza un percorso già avviato oltreoceano. Payward dispone di infrastrutture regolamentate negli Stati Uniti e di una licenza per la moneta elettronica in Irlanda. Secondo il gruppo, la sua divisione bancaria ha già originato finanziamenti per oltre due miliardi di dollari. Il progetto europeo aggiungerebbe un tassello fondamentale alla costruzione di una piattaforma finanziaria unificata.

Per i consumatori italiani, quindi, l’annuncio non significa l’apertura immediata di un nuovo conto Kraken: disponibilità, costi, eventuali interessi, condizioni delle carte e criteri per concedere credito dipenderanno dai futuri programmi commerciali e dalle autorizzazioni richieste nei singoli mercati.

Per ora, però, la banca resta indipendente fino al completamento dell’acquisizione e non sono state annunciate date precise per il lancio dei nuovi prodotti Kraken in Europa. La vera sfida sarà dimostrare che servizi tradizionali e tecnologia blockchain possono convivere senza confondere i diritti dei depositanti con i rischi degli investitori. Se l’integrazione funzionerà, la distanza tra conto bancario ed exchange potrebbe ridursi sensibilmente.

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