Fabrizio Fustinoni apre le porte di Blorion tra tecnologia, comunità e una storia ancora tutta da scoprire
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Alla vigilia dell’evento dedicato a Blorion, Fabrizio Fustinoni sceglie di non anticipare quasi nulla. E forse è proprio questo il primo elemento che rende particolare l’appuntamento. Chi si aspetta una presentazione tradizionale, costruita intorno a numeri, tecnologia, blockchain e prospettive di mercato, potrebbe infatti trovarsi davanti a qualcosa di molto diverso. Blorion viene annunciata come la prima civiltà blockchain, ma per comprenderne davvero il significato, secondo Fustinoni, bisognerà andare oltre la definizione tecnologica.
Il suo intervento avrà un ruolo particolare. Non sarà semplicemente una introduzione e neppure una spiegazione tecnica del progetto. Sarà piuttosto un passaggio narrativo, pensato per accompagnare il pubblico verso qualcosa che verrà compreso soltanto progressivamente. Fabrizio evita accuratamente di entrare nei dettagli. Lascia però intuire che dietro Blorion esista una storia più lunga di quanto si possa immaginare e soprattutto una domanda che precede la blockchain, i token e perfino l’idea stessa di costruire un nuovo ecosistema digitale.
Il punto centrale sembra essere proprio questo. Blorion non vuole presentarsi come l’ennesimo progetto nato perché una tecnologia ha reso possibile creare qualcosa di nuovo. Il percorso appare inverso. Prima sarebbe nata una visione, poi sarebbe stata cercata la tecnologia capace di darle una forma concreta.
Fustinoni parla dell’evento come di un momento nel quale sarà necessario ascoltare prima ancora di comprendere. Le parole utilizzate per descriverlo rimandano più alla dimensione umana che a quella finanziaria. Comunità, appartenenza, partecipazione, valore, libertà e responsabilità sembrano essere alcuni dei territori sui quali si muoverà il racconto. Ma il modo in cui questi elementi arriveranno a incontrare la blockchain resta volutamente nascosto.
Ed è qui che nasce il mistero.
Perché chiamare civiltà ciò che normalmente verrebbe definito ecosistema, piattaforma o progetto blockchain? La scelta della parola non appare casuale. Una piattaforma offre servizi. Un ecosistema collega strumenti e utenti. Una civiltà, invece, presuppone persone, relazioni, regole, identità e soprattutto una visione condivisa del futuro.
Fustinoni lascia intendere che sarà proprio questo passaggio a distinguere Blorion. La tecnologia non dovrebbe occupare il centro della scena, ma diventare una struttura invisibile sulla quale costruire qualcosa di più ampio. La blockchain, in questa prospettiva, smette di essere soltanto un registro decentralizzato o un’infrastruttura economica e diventa uno strumento per organizzare nuove forme di partecipazione.
Ma partecipare a cosa? È la domanda che Fabrizio preferisce lasciare aperta.
C’è una storia dietro il progetto e quella storia, durante l’evento, avrà bisogno del suo tempo. Non verrà raccontata come una presentazione aziendale. Non ci sarà la fretta di arrivare immediatamente al prodotto, alla funzione o al risultato. L’obiettivo sembra essere un altro, cioè far comprendere perché Blorion abbia assunto questa forma e quale idea dell’uomo e della comunità abbia preceduto la sua nascita.
Anche il concetto di valore sembra destinato ad assumere un significato più vasto di quello normalmente associato all’economia digitale. Nel mondo blockchain il valore viene spesso misurato attraverso capitalizzazione, liquidità, prezzo e rendimento. Blorion sembra voler introdurre una domanda differente, chiedendosi da dove nasca realmente il valore e soprattutto verso chi debba ritornare quando è una comunità a generarlo.
Fustinoni non conferma altro. Sorride, protegge il racconto e rimanda tutto al momento in cui le luci si abbasseranno e il pubblico potrà finalmente ascoltare.
Forse è questa la migliore anticipazione possibile. Blorion non vuole semplicemente spiegare come funzionerà qualcosa. Vuole raccontare perché dovrebbe esistere.
E la risposta, almeno per ora, rimane nascosta. Tornerò presto a racconarvi di più dopo l’evento di questa sera.




