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L’attacco a Bitget porta oltre un miliardo il bottino crypto del 2026 attribuito agli hacker della Corea del Nord

4 min di lettura

L’attacco a Bitget porta oltre un miliardo il bottino crypto del 2026 attribuito agli hacker della Corea del Nord

L’attacco informatico contro Bitget riporta al centro dell’attenzione mondiale uno dei problemi più delicati dell’economia digitale. Il furto subito dall’exchange il 24 settembre avrebbe infatti portato oltre un miliardo di dollari il valore complessivo delle criptovalute sottratte nel 2026 da gruppi informatici collegati alla Corea del Nord, confermando la crescente capacità delle organizzazioni cyber di colpire infrastrutture finanziarie che gestiscono enormi quantità di asset digitali.

Bitget ha individuato le operazioni sospette alle 18:31 GMT, corrispondenti alle 20:31 dell’Europa centrale. I sistemi di sicurezza hanno rilevato una serie di trasferimenti non autorizzati provenienti da alcuni wallet gestiti dall’exchange. In un primo momento il valore degli asset coinvolti era stato stimato in circa 351,6 milioni di dollari. Successivamente l’amministratrice delegata Gracy Chen ha indicato una cifra più elevata, pari a circa 387,5 milioni, dopo una ricostruzione più completa dei movimenti effettuati durante l’attacco.

Secondo le prime analisi, gli aggressori sarebbero riusciti a compromettere una componente critica dell’infrastruttura interna utilizzata per la gestione dei wallet. Il sistema sarebbe stato manipolato in modo da generare informazioni di transazione apparentemente legittime e superare così i normali processi di autorizzazione. Non si tratterebbe quindi, secondo le ricostruzioni preliminari disponibili, della semplice sottrazione di una chiave privata, ma di un attacco più profondo contro l’architettura tecnologica utilizzata dall’exchange.

Una volta ottenuto il controllo operativo necessario, gli hacker avrebbero trasferito rapidamente gli asset verso numerosi indirizzi, convertendo parte delle criptovalute e distribuendole attraverso blockchain differenti. Tra le reti coinvolte figurano Ethereum, XRP Ledger e Base, mentre tra gli asset interessati risultano Ether, XRP e stablecoin come USDC e USDT. Una strategia che rende più complesso seguire il percorso dei fondi e permette agli aggressori di frammentare rapidamente il capitale sottratto.

Bitget ha reagito sospendendo temporaneamente i prelievi e avviando un’indagine insieme a società specializzate nella sicurezza informatica e nell’analisi blockchain, tra cui Mandiant e SlowMist. L’exchange ha precisato che il proprio Bitget Wallet, basato su un’infrastruttura separata, non sarebbe stato coinvolto. La società ha inoltre dichiarato che le perdite risultano coperte dal proprio User Protection Fund, che dispone di risorse superiori al valore degli asset sottratti.

L’elemento che sta attirando maggiore attenzione riguarda però la possibile origine dell’attacco. Le prime verifiche condotte sulle modalità operative, sui movimenti on-chain e su alcuni elementi relativi agli indirizzi IP avrebbero mostrato somiglianze con precedenti operazioni attribuite a gruppi nordcoreani. Elliptic ha indicato in particolare possibili collegamenti con TraderTraitor, nome utilizzato per identificare un gruppo già associato ad alcuni dei più importanti furti di criptovalute degli ultimi anni. Anche Gracy Chen ha parlato di caratteristiche compatibili con schemi operativi già osservati in attacchi collegati alla Corea del Nord. L’attribuzione resta tuttavia, allo stato, investigativa e non definitivamente accertata.

Il caso Bitget assume dimensioni ancora maggiori se inserito nel quadro complessivo del cybercrime legato alle criptovalute. Secondo i dati riportati da Infobae sulla base delle analisi di Elliptic, nel 2026 sarebbero già stati identificati oltre cinquanta incidenti collegati a gruppi nordcoreani, per un valore vicino a 1,2 miliardi di dollari. TRM Labs segnala inoltre che, prima ancora dell’attacco a Bitget, durante l’anno erano già stati sottratti circa 1,73 miliardi di dollari attraverso centinaia di episodi che avevano interessato imprese del settore crypto.

Il precedente più clamoroso resta il maxi attacco contro Bybit del febbraio 2025, quando furono sottratti asset per circa 1,5 miliardi di dollari. La nuova offensiva contro Bitget dimostra però che il problema non riguarda soltanto singoli exchange o singole blockchain. La vera sfida si sta spostando sulla sicurezza complessiva delle infrastrutture digitali, sui sistemi interni di autorizzazione e sulla capacità di individuare un attacco prima che enormi quantità di valore possano attraversare, in pochi minuti, reti e giurisdizioni differenti.

Titolo breve
Hack Bitget da record e torna l’ombra della Corea del Nord

Titolo medio
Bitget perde 387 milioni e il bottino degli hacker nordcoreani supera il miliardo

Titolo lungo
L’attacco a Bitget porta oltre un miliardo il bottino crypto del 2026 attribuito agli hacker della Corea del Nord

Descrizione meta — 300 caratteri
Il maxi attacco a Bitget riaccende l’allarme sulla sicurezza crypto. Il furto, stimato fino a 387,5 milioni di dollari, porta oltre un miliardo il bottino attribuito nel 2026 a gruppi legati alla Corea del Nord e conferma la crescente pressione degli hacker sulle piattaforme di scambio globali oggi

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Tag CMS
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