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Le criptovalute battono i titoli tech mentre cresce il fronte che chiede di rallentare l’intelligenza artificiale

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Le criptovalute battono i titoli tech mentre cresce il fronte che chiede di rallentare l’intelligenza artificiale

Il mercato delle criptovalute ha iniziato la settimana mostrando una tenuta migliore rispetto alle principali azioni tecnologiche, in una giornata segnata da un improvviso cambio di umore nei confronti dell’intelligenza artificiale. Mentre Bitcoin ed Ether hanno registrato progressi, diversi titoli legati all’AI, ai semiconduttori e alle infrastrutture digitali hanno subito vendite, dopo che alcuni dei protagonisti più importanti del settore hanno chiesto maggiore prudenza nello sviluppo dei modelli più avanzati.

Il dibattito è stato riacceso da Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, che ha proposto di rallentare il ritmo di sviluppo dell’intelligenza artificiale di frontiera per aumentare controlli, test di sicurezza e verifiche indipendenti. La posizione ha trovato sostegno anche da parte di Sam Altman di OpenAI ed Elon Musk. Per i mercati, il messaggio ha avuto una conseguenza immediata. Una crescita meno veloce dei modelli più potenti potrebbe tradursi in minori investimenti futuri in chip, data center, capacità di calcolo e servizi cloud, proprio i comparti sui quali si sono concentrate molte delle aspettative di crescita degli ultimi anni.

La pressione si è così estesa lungo la filiera tecnologica. Titoli esposti alla costruzione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale hanno perso terreno, mentre gli investitori hanno iniziato a interrogarsi sulla sostenibilità delle valutazioni raggiunte da società che stanno impegnando enormi capitali nella corsa alla potenza di calcolo. Un eventuale rallentamento non significherebbe la fine della domanda di AI, ma potrebbe allungare i tempi necessari per trasformare gli investimenti in ricavi e utili.

In questo scenario le criptovalute hanno seguito una traiettoria diversa. Bitcoin si è mantenuto sopra area 77.000 dollari e nelle prime ore della giornata mostrava un rialzo superiore all’1%, mentre Ether avanzava di circa il 2% intorno ai 2.500 dollari. La migliore performance relativa non indica però che il mercato crypto sia diventato improvvisamente indipendente dalle azioni tecnologiche. Bitcoin resta sensibile alla liquidità globale, ai tassi di interesse e alla propensione al rischio. In questa fase, tuttavia, sta beneficiando di un catalizzatore specifico che riguarda la regolamentazione americana.

L’attenzione è concentrata sul Digital Asset Market Clarity Act, il progetto di legge che punta a definire con maggiore precisione il quadro federale degli asset digitali negli Stati Uniti e a chiarire le competenze delle autorità di vigilanza. Il Senato è atteso il 15 settembre a un voto procedurale decisivo. Le probabilità attribuite dal mercato alla sua approvazione nel 2026 sono risalite su Polymarket intorno al 30%, dopo essere scese fino a circa il 12% all’inizio del mese. Il dato non rappresenta una previsione certa, ma segnala un cambiamento delle aspettative degli operatori.

La divergenza tra crypto e tecnologia arriva inoltre in un contesto macroeconomico complesso. L’aumento del petrolio, l’inflazione statunitense ancora elevata e la risalita dei rendimenti dei Treasury hanno rafforzato le aspettative di una Federal Reserve più restrittiva. Tassi più alti tendono a penalizzare sia le società tecnologiche, il cui valore dipende spesso da utili attesi nel futuro, sia gli asset digitali. La capacità di Bitcoin di resistere in una giornata sfavorevole per il Nasdaq assume quindi un significato particolare, anche se sarà necessario capire se questa forza relativa potrà durare.

Il mercato sta mostrando due narrazioni che procedono in direzioni opposte. L’intelligenza artificiale, dopo aver sostenuto per anni una parte importante del rialzo azionario, entra in una fase in cui sicurezza, regolamentazione e sostenibilità degli investimenti diventano fattori finanziari concreti. Le criptovalute, dopo anni dominati dall’incertezza normativa, potrebbero invece avvicinarsi a una fase di maggiore chiarezza legislativa negli Stati Uniti. Per gli investitori il confronto non riguarda soltanto quale tecnologia crescerà di più, ma quale settore riuscirà a trasformare innovazione, regole e capitale in un modello di crescita più credibile e duraturo.

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