BlackRock amplia la finanza onchain con due fondi monetari su Ethereum dedicati alla nuova economia delle stablecoin
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BlackRock compie un nuovo passo nella trasformazione digitale della finanza tradizionale e amplia la propria offerta con due fondi monetari dotati di quote registrate su blockchain. L’operazione non riguarda criptovalute speculative, ma strumenti costruiti intorno ad attività considerate tra le più liquide e prudenti del mercato, come contanti, titoli del Tesoro statunitense a brevissima scadenza e operazioni di pronti contro termine garantite dagli stessi titoli.
Il primo prodotto è il BlackRock Select Treasury Based Liquidity Fund, un fondo già attivo da molti anni che viene ora affiancato da una classe di quote OnChain. La novità, quindi, non consiste nella creazione di un portafoglio completamente diverso, ma nel modo in cui la partecipazione degli investitori viene registrata, trasferita e verificata. Le quote digitali possono essere rappresentate sulla blockchain, mentre gli strumenti finanziari sottostanti continuano a essere custoditi e amministrati secondo le regole del mercato regolamentato.
Il secondo prodotto è il BlackRock Daily Reinvestment Stablecoin Reserve Vehicle, progettato in modo specifico per rispondere alle esigenze degli emittenti di stablecoin. Il fondo mira a produrre reddito mantenendo elevati livelli di liquidità e stabilità del capitale. Investe esclusivamente in liquidità, titoli del Tesoro americano con scadenza non superiore a 93 giorni e pronti contro termine overnight garantiti da strumenti del Tesoro. I proventi vengono gestiti con una logica di reinvestimento quotidiano, utile per operatori che devono amministrare riserve consistenti e continuamente disponibili. Il nuovo veicolo applica inoltre spese annue nette indicate nello 0,17 per cento, un livello competitivo per un prodotto istituzionale che combina gestione monetaria, conformità normativa e infrastruttura digitale specializzata rivolta agli operatori professionali.
Il collegamento con le stablecoin è centrale. Negli Stati Uniti il nuovo quadro normativo richiede agli emittenti di sostenere i token di pagamento con attività liquide, trasparenti e di elevata qualità. BlackRock punta quindi a offrire un’infrastruttura pronta per questa nuova domanda, trasformando il fondo monetario in uno strumento utilizzabile anche come riserva regolamentata. In questo modello, la blockchain non sostituisce il dollaro o i titoli pubblici, ma rende più digitale la gestione delle quote che rappresentano tali attività.
Ethereum resta un punto di riferimento per la strategia onchain del gruppo, grazie alla sua liquidità, alla diffusione delle stablecoin e alla presenza di un ecosistema finanziario già sviluppato. La classe OnChain del Select Treasury Based Liquidity Fund utilizza la rete Ethereum, mentre BlackRock conserva la possibilità di estendere nel tempo i propri prodotti ad altre infrastrutture compatibili. È una strategia già sperimentata con BUIDL, il fondo tokenizzato lanciato con Securitize e successivamente distribuito su più blockchain.
L’aspetto più importante è che questi prodotti non sono strumenti DeFi privi di controlli. Gli investitori devono superare procedure di identificazione, verifiche antiriciclaggio e autorizzazione dei wallet. Le quote possono circolare attraverso un sistema basato su blockchain pubbliche, ma all’interno di un ambiente permissioned, nel quale il transfer agent mantiene anche un registro tradizionale che collega gli indirizzi digitali ai titolari effettivi.
La tokenizzazione promette maggiore rapidità operativa, tracciabilità delle transazioni e integrazione con piattaforme digitali attive ventiquattro ore su ventiquattro. Non elimina però i rischi. Un fondo monetario non è un deposito bancario garantito, può perdere valore e resta esposto a problemi di liquidità, funzionamento della rete, sicurezza informatica, gestione delle chiavi private e possibili interruzioni della blockchain.
La mossa di BlackRock mostra dunque una direzione precisa. La finanza tradizionale non sta semplicemente entrando nel mercato delle criptovalute, ma sta portando obbligazioni pubbliche, fondi regolamentati e gestione professionale della liquidità dentro infrastrutture digitali. Le stablecoin potrebbero diventare il principale punto di incontro tra questi due mondi, mentre i fondi tokenizzati si candidano a essere uno dei pilastri della nuova economia programmabile.




