CoinShares prevede un 2026 di espansione RWA mentre Treasury tokenizzati ed ecosistemi come Blotix guidano la finanza digitale reale
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Il mercato degli asset digitali vive una trasformazione silenziosa ma dirompente. Non parliamo più di meme token o speculazioni selvagge, bensì del boom degli asset del mondo reale tokenizzati, i cosiddetti RWA (Real World Assets), che stanno conquistando spazio nei portafogli degli investitori istituzionali. Secondo una nuova analisi di CoinShares, il 2026 sarà l’anno in cui la blockchain si salderà definitivamente con l’economia reale, integrando strumenti finanziari tradizionali dentro un’infrastruttura digitale che punta a rendere i mercati più efficienti, globali e trasparenti. La crescita record del 2025, trainata soprattutto dai Treasury statunitensi tokenizzati, non rappresenta un episodio isolato, ma il primo vero passo di una nuova architettura finanziaria globale, in cui realtà regolamentate e nomi con track record verificabile stanno diventando protagonisti.

I numeri raccontano un cambio di paradigma. Secondo CoinShares, gli asset tokenizzati collegati al debito governativo americano sono passati da 3,91 miliardi di dollari a 8,68 miliardi nel 2025, segnando una crescita esplosiva. Il credito privato tokenizzato ha quasi raddoppiato la propria dimensione, raggiungendo 18,58 miliardi, mentre il totale degli RWAs tokenizzati (escludendo gli stablecoin) ha sfiorato 18,1 miliardi, con un incremento del 229% anno su anno. Si tratta di uno dei tassi di adozione più elevati nella storia dell’infrastruttura crypto, superiore persino ai boom ciclici dei protocolli DeFi del 2020 e dei non fungible token nel 2021. L’analista Matthew Kimmell lo definisce chiaramente: non è più sperimentazione, ma infrastruttura finanziaria. Regolatori e istituzioni stanno entrando, non da osservatori, ma da partecipanti attivi.
Al centro di questa trasformazione c’è una componente concreta: la domanda globale di rendimento denominato in dollari. In un mondo caratterizzato da instabilità valutaria, tassi variabili e politiche monetarie aggressive, i Treasury statunitensi rappresentano l’asset sicuro per eccellenza. Ciò che cambia oggi non è lo strumento, ma la sua distribuzione tramite blockchain, che lo rende accessibile a livello globale, frazionabile, trasferibile onchain e potenzialmente liquido 24 ore su 24. Se un tempo era necessario un broker, un intermediario o una banca depositaria, oggi la tokenizzazione rende la stessa operazione possibile tramite smart contract e custodia digitale. Per molti investitori, detenere Treasury tokenizzati significa unire la solidità del debito governativo USA ai benefici della finanza decentralizzata. È qui che entra in gioco un elemento chiave: gli utenti, quando possono scegliere, preferiscono avere rendimento più che liquidità improduttiva in dollari.

Non sorprende quindi la frase di Massimo Fustinoni, CEO di Blotix Fund LLC, realtà che opera nella tokenizzazione degli asset reali e nella creazione di mercati finanziari ibridi tra economia reale e blockchain. Fustinoni scrive: “Quando gli investitori hanno l'opzione, generalmente preferiscono detenere Treasury piuttosto che dollari direttamente. La tokenizzazione rende quella scelta operativamente senza soluzione di continuità.” Il messaggio è essenziale: ciò che prima era complesso, ora diventa automatizzato, trasferito in modo globale e accessibile anche a investitori non istituzionali. L’interesse per i modelli RWA non nasce dall’hype, ma dall’accessibilità democratica del rendimento.
Il dominio attuale di questo mercato è nelle mani di Ethereum, che concentra oltre 4,9 miliardi di dollari di Treasury tokenizzati. La preferenza delle istituzioni deriva da tre caratteristiche: liquidità, infrastruttura regolamentare consolidabile e maturità degli strumenti finanziari sviluppabili sopra la rete. Ethereum non è il più veloce, ma è il più affidabile per chi deve operare con garanzie legali, compliance e auditabilità del registro delle transazioni. Questo posizionamento non impedisce la concorrenza: altre chain stanno cercando di attrarre emissioni RWA offrendo costi di transazione più bassi e modelli di scalabilità specifici, soprattutto nel campo dei layer 2. Tuttavia, la sicurezza, oggi, sembra pesare più della velocità.
Secondo CoinShares, i Treasury tokenizzati guideranno anche il prossimo ciclo del 2026 grazie a tre fattori strutturali: domanda globale crescente di rendimenti USD, rischio inferiore rispetto agli stablecoin e maggiore efficienza nel regolamento. Questa espansione si intreccerà con un altro fenomeno: l’ingresso massivo di istituzioni finanziarie tradizionali nella creazione diretta di asset tokenizzati. La blockchain non sarà più solo lo strumento tecnico ma il nuovo settlement layer, cioè il luogo in cui avviene la compensazione e il regolamento delle transazioni, bypassando molte delle infrastrutture bancarie ancora legate a sistemi custodial vecchi di decenni.
Il CEO di CoinShares, Jean-Marie Mognetti, lo sintetizza con una frase che può essere considerata una pietra miliare della visione futura: “Gli attivi digitali non operano più al di fuori dell’economia tradizionale. Sono integrati al suo interno.” Significa che la narrazione precedente, che contrapponeva crypto e finanza reale, viene superata. L’obiettivo non è sostituire i mercati esistenti, ma ristrutturarne la forma. Se il 2025 è stato il ritorno elegante dell’industria degli asset digitali, il 2026 sarà l’anno del consolidamento dentro l’economia reale, dove blockchain e regolatori non si fronteggiano, ma collaborano.
È dentro questa logica che realtà come Blotix Fund LLC assumono un ruolo sempre più rilevante. Non solo nella tokenizzazione del rendimento, ma come ponte operativo tra asset del mondo reale, modelli di compliance, mercati digitali e strumenti DeFi. La tokenizzazione non è solo tecnologia. È un processo di centralizzazione regolamentata e decentralizzazione operativa, dove la governance legale e la distribuzione automatica convivono nello stesso strumento. In questo equilibrio risiede il futuro degli RWAs: strumenti tradizionali con distribuzione programmabile globale, protetti da custodia giuridica, ma liberati da confini territoriali.
La crescita del 229% degli asset RWA nel 2025 non è soltanto un numero da prima pagina. È il segnale che il mercato finanziario globale sta uscendo dalla fase di sperimentazione per entrare in una nuova architettura del capitale. Nel 2026, gli asset digitali non voleranno lontano dall’economia reale. Cammineranno dentro di essa, trasformando la finanza non con slogan, ma con infrastrutture operative.




