Vai al contenuto
BlotixNews

796 articoli761.607 letture

Blog

Le stablecoin superano Bitcoin ed Ethereum e cambiano le abitudini degli investitori crypto

3 min di lettura

Nel primo semestre del 2026 il modo in cui gli utenti acquistano criptovalute è cambiato. A guidare il mercato non sono più soltanto Bitcoin ed Ethereum, ma soprattutto le stablecoin, asset digitali progettati per mantenere un valore stabile rispetto a una valuta tradizionale, nella maggior parte dei casi il dollaro. I dati raccolti da Mercuryo sulle operazioni di ingresso dal denaro fiat alle criptovalute mostrano che la quota delle stablecoin è salita dal 43% al 60% del volume complessivo in sei mesi.

Il dato segnala un cambiamento profondo nelle abitudini degli investitori. In una fase segnata da incertezza economica e minore propensione al rischio, molti utenti preferiscono strumenti meno esposti alle oscillazioni. USDT e USDC non vengono più utilizzate soltanto come passaggio per comprare altre criptovalute, ma come destinazione del capitale, utile per conservare liquidità digitale, effettuare trasferimenti e accedere ai servizi blockchain. Le stablecoin stanno infatti assumendo un ruolo crescente anche nei pagamenti internazionali e nella gestione della liquidità aziendale.

La crescita riguarda anche i nuovi utenti. Nel primo semestre del 2026 il 47% delle persone entrate per la prima volta sulla piattaforma ha acquistato una stablecoin come prima operazione, contro il 33% del semestre precedente. Quasi un nuovo utente su due sceglie quindi di iniziare con un dollaro digitale anziché con Bitcoin o Ethereum. Anche il valore medio degli acquisti in stablecoin è aumentato del 28%, mentre la loro quota sul numero totale delle transazioni è passata dal 33% al 41%.

Bitcoin ha perso parte della propria quota di volume, scesa dal 16,1% al 12,6%, ma ha mantenuto quasi stabile la frequenza degli acquisti. Questo indica che l’interesse non è scomparso e che la riduzione del valore complessivo può dipendere anche dall’andamento dei prezzi. Ethereum ha mostrato una maggiore debolezza, con la quota di volume diminuita dal 19,5% al 13,3% e quella delle transazioni calata dal 18,3% al 14,7%. Tra i nuovi clienti, inoltre, Bitcoin ha superato Ethereum come prima scelta dopo le stablecoin.

Diverso è il caso di Solana. La sua quota sul numero delle operazioni è aumentata dall’8,1% all’11%, mentre il peso sul volume è cresciuto soltanto dal 4,4% al 4,8%. Gli utenti acquistano quindi SOL con maggiore frequenza, ma attraverso ordini più piccoli. Il dato descrive una comunità attiva, orientata verso applicazioni veloci e costi contenuti.

Anche i metodi di pagamento mostrano una netta separazione. Le carte Visa e Mastercard hanno generato il 66% del volume pur rappresentando il 42% delle operazioni. Sono dunque lo strumento preferito per gli acquisti di importo più elevato. Apple Pay e Google Pay hanno invece gestito la metà delle transazioni, ma soltanto il 29% del valore complessivo, confermandosi come soluzioni per acquisti frequenti e ridotti.

Il telefono è ormai il principale punto di accesso al mercato. Nove operazioni su dieci sono state eseguite da dispositivi mobili. La sorpresa arriva dagli utenti Android, il cui ordine medio è cresciuto del 29%, contro il 17% registrato su iOS. Anche la distanza tra mobile e desktop negli acquisti più rilevanti si è ridotta, dimostrando che lo smartphone non serve più soltanto per piccole operazioni.

Nel complesso, l’importo medio degli acquisti crypto è aumentato del 16%. Questa crescita è concentrata soprattutto sulle stablecoin, mentre il valore medio degli ordini in Bitcoin è diminuito e quello di Ethereum è rimasto quasi fermo. Il mercato appare quindi meno dipendente dalla sola ricerca di guadagni speculativi e più interessato alla gestione della liquidità, ai pagamenti e ai trasferimenti internazionali.

La vera sfida sarà capire se questa tendenza resterà stabile anche durante una nuova fase rialzista. Se gli utenti continueranno a scegliere le stablecoin quando Bitcoin ed Ethereum torneranno a crescere, il cambiamento potrà essere considerato strutturale. In quel caso, le criptovalute ancorate al dollaro non saranno più soltanto il parcheggio prudente del mercato, ma una delle infrastrutture della nuova economia digitale.

Condividi questo articolo su:

Continua a leggere